Tra la Leopolda e l’elezione di Trump

Tra la Leopolda e l’elezione di Trump

Siamo ormai a meno di un mese dal referendum e gli appuntamenti per sostenere e illustrare la riforma si susseguono freneticamente. Sabato scorso si è svolta la manifestazione nazionale a Roma in piazza del Popolo a cui ho partecipato con tante altre persone. Da Prato sono partiti tre autobus. La piazza si è riempita velocemente e il clima che si respirava è stato davvero buono: importante per il lavoro che ci attende nelle prossime settimane. Da segnalare la presenza di Gianni Cuperlo e la totale assenza del resto dei rappresentanti della cosiddetta minoranza del PD. Ognuno sembra ormai abbia fatto le proprie scelte nonostante la disponibilità da parte del segretario ad accettare le richieste di modifica alla legge elettorale chieste a gran voce da Bersani e gli altri. Probabilmente, le motivazioni che stanno dietro alla scelta di votare no sono diverse e, guardando da vicino la storia di questi personaggi, ormai è chiaro che la voglia di rivalsa su Renzi sia più forte della ragione.

La settimana, complice la festa di Ognissanti, è corsa via veloce tra lavori in commissione e iniziative locali sul referendum per arrivare alla tre giorni della Leopolda settima edizione. Una formula, quella della Leopolda, che sembra non conoscere crisi. Fin dalla prima sera tanta partecipazione, tanti quelli che ritrovi ogni anno ma anche tante facce nuove. Per dire, facendo la fila per entrare, ho conosciuto dei ragazzi di Varese che erano qui per la prima volta.

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Ogni anno trovo sempre una platea molto eterogenea: tanti giovani, molti volti noti, quasi tutti gli esponenti del governo, molti politici locali, in un’atmosfera di serena condivisione. Il bello della Leopolda è proprio questo momento di incontro in cui non ci sono barriere, ci si confronta, si ascolta, si condividono le esperienze, le idee.

Il format è sempre lo stesso: il Venerdì sera, dopo la registrazione, sono cominciati i vari interventi. L’argomento centrale della discussione è stato il terremoto, con le storie di chi c’era, le difficoltà degli amministratori, i progetti per ricostruire e tante testimonianze. Sabato mattina si sono svolti diversi tavoli di lavoro su varie tematiche mentre nel pomeriggio abbiamo affrontato il tema della riforma costituzionale. Domenica mattina, oltre agli interventi finali, la chiusura di Matteo Renzi.

Nel suo discorso sempre tanto futuro ma anche una seria analisi di quanto fatto fino ad oggi da questo governo. Ha ripercorso il cammino di questi anni, le difficoltà, gli errori e la consapevolezza che comunque questo è il governo più produttivo, sul piano legislativo, di sempre.

Un paio di brutti episodi da condannare: la manifestazione violenta da parte di sostenitori del no che volevano raggiungere la Leopolda e il coro “fuori, fuori” urlato dentro la Leopolda all’indirizzo della minoranza PD. Dobbiamo recuperare la maturità politica per affrontare il dibattito sia al nostro interno che fuori dal partito, per evitare personalizzazioni e divisioni pericolose .

Mentre scrivo Trump sta vincendo le elezioni in America, per molti e anche per me le peggiori elezioni di sempre sia per il clima che per la debolezza dei candidati. Con un po’ di preoccupazione aspetto di vedere quali saranno i primi passi di questa nuova amministrazione. Certamente questo, dopo quello della brexit, è un altro segnale, probabilmente l’ultimo, a tutta la classe politica.